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Piante Officinali


La filiera delle Officinali


In Toscana nel settore agricolo e forestale e la ricerca e l'innovazione, vi sono una serie di criticità quali:

• la distanza ancora esistente fra mondo della ricerca e mondo produttivo dovuta alla mancanza di contatto fra mondo scientifico ed imprese;

• la distanza dei progetti di ricerca dalle reali esigenze degli agricoltori; la scarsa capacità del sistema della consulenza nel facilitare e accompagnare l'imprenditore nell'implementazione dell'innovazione in azienda.

In relazione a ciò si sono evidenziati i seguenti fabbisogni prevalenti:

1 – Potenziamento del sistema della conoscenza e del trasferimento dell'innovazione (Università, Ricerca)

2 – Promozione dell'innovazione attraverso forme di cooperazione e progettualità collettiva(Costruzione aggregazione e specifico piano di filiera)

Si sono inoltre evidenziati i seguenti fabbisogni spedifici:

4 – Migliorare la competitività e l'efficienza delle aziende nonché il livello qualitativo delle produzioni(Ristrutturazione aziendale e protocollo di coltivazione)

5 – Ampliare la diversificazione delle attività svolte dalle aziende agricole(Complementarità della coltivazione officinali rispetto al piano agricolo colturale generale)

6 – Migliorare la competitività delle filiere agroalimentari e forestali e sviluppare l'aggregazione e l'integrazione

11 – Tutelare la biodiversità, il paesaggio e le foreste(Prevalenza della coltivazione di specie autoctone)

12 – Miglioramento della gestione e tutela delle risorse idriche(Minima esigenza, per le officinali, rispetto al fabbisogno idrico)

13 – Proteggere il territorio agrario e forestale da fenomeni di dissesto idrogeologico, frane e alluvioni e processi di desertificazione(Valore trasversale proprio agli impianti di officinali in merito alla spiccata azione di contenimento e antierosione)

14 – Incrementare la diversificazione delle fonti energetiche e il risparmio energetico(Biomasse ottenibili dagli scarti di produzione, fitodepurazione, solare ed eolico)

15 – Promuovere strategie per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici(Copertura del terreno con coltivazioni arbustive poliennali sempreverdi, effetto siepe e barriera protettiva naturale)

Metodi di coltivazione e trasformazione delle Piante Officinali

La Buona Pratica Agricola (BPA), è un insieme di norme di autoregolamentazione sulla coltivazione di piante e prima trasformazione di prodotti agricoli.
Esse rappresentano per il coltivatore uno strumento di controllo e verifica del processo produttivo agricolo, in tutte le sue fasi, al fine di ottenere un prodotto di qualità. Tale qualità, che discende da una qualificazione certificabile di tutto il modello produttivo, conferisce valore aggiunto al prodotto, rendendolo maggiormente rispondente alle richieste del mercato anche in fatto di sicurezza, igiene e compatibilità ambientale.

Attualmente tali norme non sono vincolanti e possono essere adottate per libera scelta dal produttore o nell'ambito di un rapporto contrattuale tra privati.
Tutti coloro che lavorano nel settore delle piante officinali dovrebbero contribuire nella diffusione, attuazione ed applicazione delle norme di Buona Pratica Agricola da parte di tutti gli operatori.


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